Messaggio della Dirigente Scolastica per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027

La Dirigente Scolastica rivolge un caloroso augurio di buon anno alla comunità dell’Educandato Statale SS. Annunziata di Firenze,

Simona Della Valle

Dirigente Scolastico

 

Alla Comunità dell’Educandato Statale SS. Annunziata di Firenze
Ai Docenti
Al Personale educativo
Al Personale ATA
Alle Studentesse e agli Studenti della Scuola secondaria di primo e di secondo grado
Alle Famiglie
Al DSGA, Dott. Francesco Dionisio

Messaggio della Dirigente Scolastica per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027

Care Studentesse, cari Studenti,
care Famiglie,
gentili Docenti, Educatori e personale ATA,
caro Dott. Francesco Dionisio,

ogni nuovo anno scolastico è una soglia.

Si chiude una porta alle nostre spalle e, davanti a noi, se ne apre un’altra: non sappiamo ancora tutto ciò che incontreremo, quali difficoltà dovremo affrontare, quali successi sapremo conquistare, quali persone incroceranno il nostro cammino.

Ma sappiamo che siamo qui, ancora una volta, per costruire insieme.

Per me questo è il secondo anno alla guida dell’Educandato Statale SS. Annunziata di Firenze.

Il primo è stato un anno complesso, intenso, a volte faticoso, ma anche profondamente ricco di soddisfazioni, di incontri, di scoperte e di momenti che hanno rafforzato in me la convinzione di quanto straordinaria sia questa comunità.

Ho imparato a conoscere più da vicino le molte anime che abitano l’Educandato: la Scuola secondaria di primo grado, i Licei, il personale educativo, il convitto, il semiconvitto, gli uffici, i servizi.

Ma soprattutto ho conosciuto le persone.

Ho incontrato competenza e dedizione.
Ho incontrato entusiasmo e capacità di resistere alle difficoltà.
Ho incontrato idee, progetti, disponibilità.
Ho incontrato anche differenze di opinione, fatiche e momenti di confronto complesso, perché una comunità autentica non è quella nella quale tutti pensano allo stesso modo, ma quella nella quale si impara a riconoscersi anche nelle differenze e a trasformarle in occasione di crescita.

Per questo desidero iniziare questo nuovo anno con una parola che per me ha un significato profondo:

grazie.

Un ringraziamento sincero va innanzitutto ai componenti dello Staff di Presidenza che hanno scelto di concludere il proprio incarico.

A loro va la mia gratitudine per il lavoro svolto, per il tempo sottratto spesso alla vita personale, per la disponibilità, per il confronto e per aver condiviso con me un primo anno di Dirigenza particolarmente impegnativo.

Chi ricopre un ruolo di responsabilità sa quanto lavoro resti spesso invisibile: telefonate, emergenze, riunioni, mediazioni, decisioni, problemi da risolvere rapidamente e una presenza costante che non sempre viene percepita all’esterno.

Per questo ritengo importante riconoscere pubblicamente il contributo di chi ha accompagnato la scuola e la Dirigenza in questa prima parte del cammino.

Ai nuovi componenti dello Staff di Presidenza rivolgo invece il mio più caloroso benvenuto.

Assumere un incarico significa assumere una responsabilità verso gli altri. Significa mettersi al servizio della scuola, accettando anche la complessità delle decisioni, la necessità del confronto e il dovere di costruire soluzioni che guardino all’interesse generale.

A loro auguro buon lavoro, con la certezza che sapremo costruire insieme una squadra capace di ascoltare, decidere e soprattutto guardare avanti.

Un benvenuto particolarmente sentito va al nuovo Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, Dott. Francesco Dionisio.

La sua presenza apre una nuova fase organizzativa per il nostro Educandato. Gli auguro un percorso professionale ricco di soddisfazioni e una collaborazione feconda con la Dirigenza, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario e con tutte le componenti della scuola.

Perché una scuola funziona davvero soltanto quando ciascuno comprende che il lavoro dell’altro è essenziale.

Alle famiglie che da anni condividono con noi il percorso educativo dei propri figli rivolgo il mio ringraziamento per la fiducia rinnovata.

Alle famiglie che quest’anno entrano per la prima volta nell’Educandato dico: benvenute.

Avete scelto di affidare a questa istituzione una parte importantissima della crescita dei vostri figli e delle vostre figlie.

È una scelta che ci onora, ma soprattutto ci responsabilizza.

La scuola e la famiglia non possono vivere su fronti contrapposti: devono essere alleate, pur nel rispetto dei ruoli, perché entrambe condividono una responsabilità enorme, quella di accompagnare giovani donne e giovani uomini verso la costruzione della propria identità e del proprio futuro.

E poi ci siete voi, ragazze e ragazzi.

Siete voi la ragione più profonda per cui questa scuola esiste.

A chi ritorna dico: portate con voi ciò che avete imparato, ma non smettete di stupirvi.

A chi attraversa per la prima volta i cancelli dell’Educandato dico: entrate senza paura.

Questa scuola è anche vostra.

Vivete i suoi spazi.
Custoditene la bellezza.
Rispettatene la storia.
Ma soprattutto abbiate il coraggio di aiutarci a costruirne il futuro.

Fate domande.

Esprimete le vostre idee.

Segnalate ciò che non funziona.

Proponete ciò che potrebbe funzionare meglio.

Non accettate mai una scuola nella quale la vostra voce non trovi spazio.

Perché una delle parole che desidero porre al centro di questo nuovo anno è proprio ascolto.

Ascoltare significa riconoscere l’altro.

Significa non limitarsi a parlare, ma essere disponibili a cambiare prospettiva.

Significa costruire una scuola nella quale nessuno debba sentirsi invisibile.

Vorrei che l’Educandato diventasse sempre di più una scuola capace di ascoltare le proprie studentesse e i propri studenti, le famiglie, i docenti, gli educatori, il personale ATA.

Una scuola capace di ascoltare anche chi ha una voce più fragile.

Chi resta indietro.

Chi attraversa un momento difficile.

Chi non riesce immediatamente a trovare le parole per raccontare ciò che prova.

Chi possiede un talento e aspetta semplicemente che qualcuno sappia riconoscerlo.

La scuola che desidero costruire insieme a voi è una scuola nuova.

Nuova non significa dimenticare ciò che siamo stati.

Al contrario.

L’Educandato possiede una storia straordinaria e abita uno dei luoghi più belli e significativi della città di Firenze.

Ma una grande tradizione ha senso soltanto quando diventa energia per il futuro.

Voglio una scuola che sappia custodire la propria identità senza chiudersi.

Una scuola libera, perché la cultura deve rendere liberi.

Liberi di pensare.
Liberi di scegliere.
Liberi dai pregiudizi.
Liberi di costruire la propria strada.

Una scuola aperta a tutti, nella quale le differenze non siano ostacoli ma ricchezza.

Una scuola nella quale l’inclusione non sia una parola scritta nei documenti, ma una pratica quotidiana.

Una scuola che sappia educare alla gentilezza senza rinunciare al rigore.

Alla responsabilità senza rinunciare alla libertà.

Alla competenza senza dimenticare l’umanità.

Ma soprattutto desidero che questo nuovo anno segni un ulteriore passo verso un Educandato sempre più aperto al mondo.

Viviamo in una città che, da secoli, parla al mondo.

Firenze ha costruito una parte della propria identità nell’incontro tra culture, idee, lingue, arte e pensiero.

La nostra scuola deve avere lo stesso coraggio.

Per questo l’internazionalizzazione, gli scambi culturali, le mobilità, i gemellaggi, Erasmus+, eTwinning, i soggiorni linguistici e le esperienze di studio all’estero dovranno rappresentare sempre di più una priorità strategica del nostro progetto educativo.

Voglio che i nostri studenti possano incontrare coetanei di altri Paesi, vivere altre città, entrare in altre scuole, ascoltare altre lingue, conoscere altri modi di pensare e di vivere.

Perché viaggiare non significa soltanto spostarsi.

Significa imparare a guardare il mondo con occhi diversi.

Significa scoprire che ciò che consideriamo “normale” non è universale.

Significa imparare il rispetto.

Significa superare stereotipi e paure.

Significa comprendere che possiamo avere lingue, culture e storie differenti e, nello stesso tempo, condividere gli stessi desideri, le stesse speranze, le stesse domande sul futuro.

Vorrei che ogni studentessa e ogni studente dell’Educandato avesse la possibilità, durante il proprio percorso, di vivere almeno un’esperienza capace di aprire realmente lo sguardo oltre i confini della propria città e del proprio Paese.

Perché la scuola di oggi non può educare soltanto cittadini italiani.

Deve educare cittadini europei e cittadini del mondo.

Giovani capaci di comprendere ciò che accade intorno a loro.

Capaci di distinguere un’informazione da una manipolazione.

Capaci di dialogare con chi viene da una cultura diversa.

Capaci di utilizzare le tecnologie e l’intelligenza artificiale con consapevolezza e spirito critico.

Capaci di riconoscere il valore della democrazia, della pace, dei diritti, della libertà e della responsabilità.

Capaci, soprattutto, di non restare indifferenti.

Perché il futuro avrà bisogno non soltanto di persone competenti.

Avrà bisogno di persone consapevoli.

E questa è forse una delle responsabilità più grandi che la scuola possiede.

Preparare i nostri ragazzi non soltanto al prossimo compito, al prossimo esame o al prossimo diploma.

Prepararli a un mondo che cambia rapidamente.

Aiutarli a non subirlo.

Dare loro gli strumenti per comprenderlo e, possibilmente, per migliorarlo.

Credo profondamente che la scuola debba insegnare anche questo: che il futuro non è qualcosa che semplicemente arriva.

Il futuro si costruisce.

Si costruisce attraverso le scelte.

Attraverso lo studio.

Attraverso il coraggio.

Attraverso la responsabilità.

Attraverso la capacità di incontrare l’altro senza averne paura.

Il nuovo anno ci presenterà certamente nuove difficoltà.

Non prometto una scuola senza problemi, perché sarebbe una promessa irrealistica.

Prometto però una scuola che non smetta di cercare soluzioni.

Una Dirigenza disponibile all’ascolto.

Una comunità che sappia interrogarsi.

Una scuola che abbia il coraggio di cambiare quando è necessario cambiare e quello di difendere ciò che è giusto quando è necessario difenderlo.

Il primo anno mi ha insegnato che questa comunità possiede energie straordinarie.

Il compito che ci aspetta adesso è trasformare queste energie in una visione comune.

Dobbiamo imparare a sentirci sempre meno come parti separate e sempre più come una comunità.

Perché l’Educandato non è soltanto il luogo nel quale lavoriamo o studiamo.

È il luogo nel quale, per una parte importante della nostra vita, cresciamo insieme.

L’Educandato sono le ragazze e i ragazzi che attraversano ogni mattina i suoi corridoi.

Sono le loro domande, le loro paure, le loro risate, le loro ambizioni.

Sono le famiglie che affidano alla scuola ciò che hanno di più prezioso.

Sono i docenti e gli educatori che ogni giorno provano ad accendere curiosità e passioni.

È il personale ATA che rende possibile la vita quotidiana di questa grande istituzione.

Siamo tutti noi.

Ed è a tutti noi che affido un desiderio per questo nuovo anno.

Che sappiamo essere una scuola nella quale si possa entrare sentendosi accolti e uscire sentendosi più liberi.

Una scuola capace di aprire finestre sul mondo.

Una scuola nella quale si imparino certamente la matematica, le lingue, la letteratura, le scienze, la storia, la filosofia.

Ma nella quale si impari anche a convivere.

A scegliere.

A rispettare.

A dubitare.

A comprendere.

A diventare cittadini.

A immaginare il futuro.

E magari, un giorno, a cambiarlo.

Alle nostre studentesse e ai nostri studenti auguro di essere curiosi, coraggiosi e liberi.

Alle famiglie auguro di trovare nella scuola un interlocutore serio e disponibile.

Ai docenti, agli educatori e al personale ATA auguro di non perdere mai la consapevolezza del valore enorme del proprio lavoro.

Al nuovo DSGA e al nuovo Staff auguro di affrontare questo cammino con entusiasmo, responsabilità e spirito di servizio.

A tutti noi auguro di avere il coraggio di costruire una scuola nuova, libera, inclusiva, europea, internazionale e aperta al mondo.

Una scuola capace di custodire il proprio passato ma innamorata del futuro.

Buon anno scolastico 2026/2027.

Buon cammino a tutte e a tutti.

Con stima, fiducia e affetto,

La Dirigente Scolastica

Simona Della Valle
Educandato Statale SS. Annunziata – Firenze